Archive for ottobre 2008

Renato Zangheri presiede il comitato elettorale per Delbono sindaco

ottobre 28, 2008

Renato Zangheri ha accettato di presiedere il mio comitato elettorale. Sono onorato e anche commosso della sua decisione. Per me come per tanti bolognesi Zangheri rappresenta un vero e proprio modello di ispirazione su come interpretare il ruolo di sindaco: la sua esperienza amministrativa ha infatti sempre unito competenza e passione, disponibilità all’ascolto e capacità di risposta ai problemi dei cittadini. Si tratta di una scelta generosa che dimostra ancora una volta l’affetto di Zangheri nei confronti della città.

Nei prossimi giorni daremo vita a un comitato elettorale composto sia da personalità di primo piano dei mondi della politica, delle imprese, della cultura e da cittadini che hanno in questi giorni espresso sostegno e partecipazione per la mia campagna. Questo comitato non sarà semplicemente un gruppo di sostenitori, ma un capitale a disposizione di Bologna per la costruzione del programma elettorale del prossimo sindaco della città

Fine settimana da Roma a Casteldebole

ottobre 27, 2008

Innanzitutto GRAZIE a tutti coloro che in questi giorni, da quando il sito è on line, mi hanno scritto, mi hanno mandato sms, si sono iscritti alla comunità di Facebook, hanno lasciato commenti sul blog. Questa risposta è un segnale importante di incoraggiamento. Ancora, GRAZIE. Vi racconto qualcosa del mio fine settimana.

Dire che è stato un fine settimana intenso è un eufemismo: ho partecipato alla manifestazione a Roma di sabato 25 ottobre Salva l’Italia. Per me è stata un’esperienza emozionante, intensa sia sotto il profilo morale che quello fisico: i chilometri a piedi, il rumore assordante ma festoso della folla, gli amici con cui ho condiviso la marcia. Potrei soffermarmi sui contenuti dei discorsi – molti oratori davvero bravi, qualcuno anche emozionato di fronte a una simile folla – ma preferisco soffermarmi sui volti dei tantissimi giovani presenti alla manifestazione. Ne ho conosciuti tanti, anche di Bologna sul treno delle 6.40 che ci ha portato nella capitale. E’ stato un corteo anagraficamente giovane, almeno questa è ma mia impressione. Il loro entusiasmo, la loro grinta mi sembrano la migliore interpretazione di un sano senso di partecipazione

Ma vorrei anche ricordare la mia domenica. Ho partecipato come oratore ufficiale alla commemomorazione dell’eccidio di Casteldebole. E’ un episodio non notissimo della Seconda Guerra Mondiale, sul museo virtuale della Certosa c’è una scheda esplicativa curata dallo storico Sauro Onofri. Riporto alcuni passaggi del discorso che ho pronunciato:

Credo che nessuno, riflettendo su ciò che è accaduto qui, possa fare a meno di porsi delle domande, di cercare risposte ai tanti interrogativi che la storia ci ha consegnato.

Cosa resta oggi dell’impegno – fino al sacrificio estremo – della parte migliore di una generazione che scelse la via della lotta alla sopraffazione, della lotta alla negazione della dignità umana e della libertà?

Cosa ci hanno lasciato quelle ragazze e quei ragazzi, quelle donne e quegli uomini che scelsero di mettere in gioco quanto avevano di più caro per consegnare alle generazioni future un Paese diverso da quello che loro avevano conosciuto?

Cosa resta di quelle persone che incapparono nella furia sanguinaria nazifascista, senza nemmeno far parte della Resistenza militante?

Ebbene, quelle donne e quegli uomini ci hanno lasciato un patrimonio inestimabile, una eredità della quale nessuno può sminuirne la grandezza, una eredità che nessuno può permettersi di vanificare.

E’ la libertà, è la democrazia, è il rispetto dell’uomo verso l’uomo, è la capacità di costruire un mondo nel quale le differenze rappresentano un valore, nel quale la solidarietà è la via per affrontare il futuro, nel quale nessuno può giudicare l’altro per il colore della pelle, per il credo religioso, per le convinzioni politiche.

(…)
Fu Resistenza la lotta di chi imbracciò le armi, quindi, ma fu Resistenza anche quella di chi veniva trascinato via dalle proprie case per essere inviato ai campi di concentramento, quella di chi si rifiutava di collaborare, e per questo rischiava la morte.

(…)
Sono quei valori e quei principi che oggi dobbiamo difendere e fare nostri, perché è in essi che troviamo le nostre radici, perché è da essi che è partito quel percorso che ci ha portato alla democrazia e alla libertà.

Ed è per questo – ne sono convinto – che non possono essere messe sullo stesso piano le scelte di chi si trovava su versanti contrapposti.

E’ per i motivi e gli ideali che stavano alla base di questo ed altri episodi che il revisionismo più spregiudicato non può attecchire.

Perchè non si possono accomunare i morti partigiani e i morti nazifascisti, strumentalizzando un giusto e condivisibile sentimento di pietà umana che nessuno nega.

Per combattere l’odio deve crescere l’unico antidoto capace di contrastarlo: la cultura della Pace, della tolleranza, del lavoro, della convivenza, delle uguali opportunità per ogni cittadino.

Su questo dobbiamo impegnarci ogni giorno, per evitare che la cultura dell’odio si moltiplichi, facilitata da fattori esterni quali possono essere le crisi economiche, la disoccupazione, la paura della diversità, il razzismo.

Mi candido alle primarie del PD

ottobre 22, 2008

Bologna, 24 ottobre 2008

Ho deciso di candidarmi alle elezioni primarie del Partito Democratico del 14 Dicembre per diventare il nuovo Sindaco di Bologna. Come altre personalità cittadine del profilo di Beniamino Andreatta, Renato Zangheri e Romano Prodi, anch’io insegno economia all’Università di Bologna; dal 2000 all’interno della Regione Emilia-Romagna ho ricoperto la carica di vicepresidente e assessore alla finanze, cercando, insieme al Presidente Vasco Errani, di migliorarne l’efficienza, liberando così risorse a favore dei cittadini.

La nostra Città e il nostro Paese stanno attraversando un momento difficile.La crisi finanziaria globale farà sentire i suoi effetti anche sulla nostra comunità; l’amministrazione comunale di Bologna, dal canto suo, dovrà fare i conti con bisogni crescenti e risorse calanti.
Il momento richiede persone all’altezza della situazione. Persone con provata competenza amministrativa e capacità di governo, dotate di una forte passione civile, pronte a chiamare a raccolta le migliori intelligenze della città, anche a prescindere dalle appartenenze.

A ben guardare è sempre stato questo approccio il segreto delle amministrazioni che hanno reso grande Bologna. Oggi abbiamo la possibilità di rinnovare questa tradizione, una tradizione di grandi progetti infrastrutturali, ma anche di profonda attenzione per i bisogni quotidiani delle persone (dalla lotta al degrado ad un politica per la casa per tutti, dalla costante manutenzione di strade, verde e impianti sportivi fino al rafforzamento dei servizi rivolti alle famiglie, ai giovani e agli anziani). Oggi ci sono le condizioni per un nuovo rinascimento civico, per fare di Bologna una grande città dall’orizzonte europeo.

Per me fare il Sindaco significa soprattutto stare in mezzo alla gente, ascoltare i loro bisogni e dare risposte concrete.
Le primarie sono uno strumento per selezionareil candidato più forte per vincere le elezioni e – cosa ancora più importante – più adatto a governare bene la città, non un momento per esaltare le divisioni o i personalismi.

In questa prospettiva mi rivolgo a tutti i bolognesi, nessuno escluso. A tutti voi, iscritti e non al Partito Democratico, chiedo di sostenere la mia candidatura a Sindaco di questa città a partire dalle elezioni primarie del 14 dicembre.

Un caro saluto.
Flavio Delbono