Università e Città

Visto che il mio mestiere è proprio quello della docenza universitaria qualcuno potrebbe pensare che il mio interesse per il ruolo dell’Università in rapporto alla città di Bologna sia scontato, perché proviene in qualche modo dal cuore. Ma non è così, o almeno non è solo una questione affettiva: penso che un ruolo internazionale di primo piano Bologna lo possa conseguire solo partendo dal valore presente proprio nel suo storico Ateneo.

Per questo propongo due ambiti di riflessione: da una parte il rapporto tra le istituzioni, dall’altro il valore strategico del binomio sapere e scienza per la nostra città.

Sul primo punto, credo che le due istituzioni – il Comune di Bologna e l’Alma Mater Studiorum – debbano trovare delle formule permanenti di relazione e ascolto reciproco. Due esempi di come potrebbe accadere. In primo luogo mi sembra opportuno che una volta all’anno il Rettore dell’Università partecipi a un Consiglio Comunale perché la sua viva parola porti a conoscenza lo stato dell’Ateneo ai rappresentanti eletti dei bolognesi. Parimenti, il Sindaco di Bologna dovrebbe partecipare come ospite e relatore almeno in un’occasione formale nel corso dell’anno, come il Senato Accademico. Penso anche che nell’ottica di costruire percorsi inclusivi per le decisioni pubbliche nel campo della cultura e dell’urbanistica, per fare solo due esempi, la presenza di uditori formalmente incaricati dall’Ateneo nelle commissioni consiliari competenti sia auspicabile. Sono solo due esempi per dire che il dialogo tra le due istituzioni deve diventare una prassi costante.

Sul secondo punto mi limito a considerare che aziende rivoluzionarie e di successo come Google in fondo sono nate proprio a margine di grandi Università. Se ogni dieci anni la capacità di innovazione dei talenti dell’Alma Mater producesse una “Google” emiliana, solo questo renderebbe Bologna una capitale economica a culturale a livello mondiale. A costo di esagerare dico questo per dimostrare quanto valore per la nostra città stia nei saperi coltivati dall’Ateneo, in tutte le sue specializzazioni. Città e Università devono sedersi insieme a un tavolo e capire in che modo rendere il nostro territorio accogliente per i migliori talenti e soprattutto come trattenerli, in modo da innescare un ciclo virtuoso di innovazione di cui si può avvantaggiare tutto il tessuto economico.

Mi piacerebbe leggere anche le vostre opinioni.

Una Risposta to “Università e Città”

  1. Laura Says:

    Buona idea, il problema resta far comunicare sia l’università che il comune con tutto il resto della cittadinanza. Sembra scontato, ma mai come in questi giorni si avverte la mancanza di un filo diretto tra comune e cittadini, come tra università e città.

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