Convivenza civile e diritti di tutti

Flavio Delbono all'incontro promosso dall'Associazione 3D alla libreria Igor, 27 novembre 2008

Incontro alla libreria Igor promosso dall'Associazione 3D, 27 novembre 2008

La convivenza civile è indubbiamente una missione della città. Garantire la possibilità di coesistere all’interno di uno spazio che va sempre più differenziandosi è, indubbiamente, un tema centrale. Lo sanno bene tutte quelle associazioni che si battono per affermare pari dignità e pari diritti delle persone gay, lesbiche, bisex e transgender (Lgbt). Convivere civilmente in una città sempre più diversa è un concetto che deve necessariamente diventare parte del sentire comune. Questa la sfida lanciata assieme dall’amministrazione e dalle associazioni. Rispetto ad altre città, il comune di Bologna ha sempre fatto tanto in termini pionieristici, e nella stessa direzione si è impegnata la Regione Emilia-Romagna. Penso al regolamento delle libere forme associative istituito dalla giunta Vitali per mettere ordine alle modalità con cui il comune potesse sostenere il mondo associativo, in termini di contributi e agevolazioni. Un contenitore all’interno del quale anche le associazioni Lgbt hanno trovato sostegno patrimoniale. Penso al disegno di legge della Regione con relatore Lucchi, un disegno il cui iter si completerà nei prossimi mesi e in uno dei suoi punti fondamentali, l’articolo 4, afferma il principio che tutti i diritti si applicano ad ogni forma di convivenza. È una formulazione che ci fa capire come la strada sia stata tracciata bene affinchè l’amministrazione pubblica declini al plurale il concetto di famiglia. Tocca proseguire in quella direzione. Come del resto ha fatto la giunta uscente istituendo, grazie al lavoro di Sergio Lo Giudice, l’ufficio Lgbt all’interno del mini-assessorato alle politiche delle differenze. Nello stesso momento è importante che venga potenziato un lavoro di rete tra le diverse associazioni: attività e informazioni per queste campagne culturali devono trovare valore aggiunto da utili intersezioni con reti che coinvolgano sempre più associazioni in maniera sinergica.

2 Risposte to “Convivenza civile e diritti di tutti”

  1. andrea Says:

    Gentile Flavio Delbono,

    ciò che scrive è veramente importante. Ma se non vuole che ciò risulti solo “chiacchiera” avanzi una proposta concreta per una Bologna che può essere all’avanguardia per le politiche delle differenze. I riferimenti legislativi che lei pone sono importanti. Ma il Comune di Bologna deve dare un segnale nuovo, importante e di cambiamento. E’ questo che buona parte del suo elettorato le chiede. E’ stufa di prese in giro, mediazioni che sviliscono gli intenti ma anche le persone.
    Avanzi già una proposta coraggiosa di riconoscimento delle unioni civili. Lo dica chiaramente. Scelga di essere un leader, un nuovo leader.

  2. Raffaele Says:

    Gentile Delbono,

    per quanto ne so, il disegno di legge regionale cui fa riferimento è insabbiato. Non si muove nulla. Non se ne sa più alcunché. E’ fermo da mesi e non si capisce bene dove. Veti incrociati lo stanno uccidendo.

    Trovo che sia una vergogna per una comunità locale come quella emiliano-romagnola.

    Che impegno pubblico si prende al riguardo?

    Raffaele

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