Bologna capitale europea

Credo che Bologna abbia tutte le condizioni per essere una delle nuove capitali europee. Una città che deve guardare oltre i confini della regione, per trovare la propria collocazione in una cornice internazionale. L’ho ribadito lunedì sera, al Cinema La Perla, durante l’incontro con Romano Prodi organizzato dall’Istituto De Gasperi per parlare della crisi finanziaria. Una crisi che è partita dagli Stati Uniti, si è ampliata a un livello globale ed ora è giunta fino a noi.

Come ha sottolineato Prodi, ci troviamo di fronte a un passaggio cruciale, per la vastità degli eventi che stanno sconvolgendo l’economia mondiale. Se fino a poco tempo fa pensavamo di vivere in un mondo unipolare, dominato dagli Stati Uniti, ecco che ora ci troviamo di fronte a un nuovo scenario multipolare, in cui, di fatto, sono entrate prepotentemente sulla scena nuove potenze mondiali, in primis la Cina.

D’altronde questa crisi non nasce dal nulla. Alla base del tracollo finanziario americano, infatti, hanno agito una serie di concause: l’incitamento all’indebitamento da parte della politica e delle stesse autorità finanziarie, unito alla debolezza delle autorità di regolamentazione. Tutto ciò ha prodotto la situazione che ora è sotto gli occhi di tutti, di fronte alla quale il Governo italiano si è rivelato quanto meno impreparato e non ha saputo agire con gli strumenti adeguati.
Di certo non è il livello locale quello deputato a contrastare una crisi di dimensioni globali. Tuttavia, anche attraverso il governo della nostra città, esistono alcune misure che possiamo attuare per contrastare gli effetti della crisi. Una di queste è migliorare il potere d’acquisto delle famiglie, riducendo la pressione fiscale locale e il costo di una serie di servizi che incidono direttamente sulle tasche dei cittadini. Si può intervenire, inoltre, per favorire l’accesso al credito delle imprese oppure per rilanciare gli investimenti e sostenere una maggiore competitività.

Nonostante questa difficile situazione, sono convito quindi che ci siano tutte le basi per rilanciare il ruolo di Bologna, a partire da un elemento imprescindibile nella sua storia: il rapporto con l’Università. E’ grazie anche a questo fondamentale rapporto che possiamo porre le basi per rilanciare la ricerca, per attirare cervelli e giovani ricercatori da tutto il mondo e per caratterizzare Bologna come un nuovo centro d’eccellenza internazionale.

3 Risposte to “Bologna capitale europea”

  1. Federica Says:

    Gentilissimo professore,
    le confesso che leggendo le sue parole provo un po’ di rabbia, o forse frustrazione.

    Il suo discorso, quasi ecumenico, da presidente della repubblica, mi lascia alquanto perplessa. Quattro anni fa ero anch’io una supporter di Sergio Cofferati, e che bellissime parole ci diceva a ogni riunione.

    Lo stesso sindaco che oggi vaneggia di essere paladino di noi donne. Quando invece, quelle poche volte che torno a casa da sola, nelle strade della mia Bologna, temo costantemente un’aggressione, magari da quelle stesse persone che credono latrina ogni angolo della mia città.

    Questi discorsi li sento fare da troppo tempo, quando nessuno, nel suo Partito, ha il coraggio di dire la parola-verità: declino.

    Devo dedurre che lei rappresenti la continuità rispetto all’attuale Amministrazione, mai apertamente criticata nei suoi interventi?

    Cordialmente, Federica

  2. Flavio Delbono Says:

    Cara Federica, innanzitutto grazie per seguirmi e stimolarmi con i tuoi commenti. C’è bisogno sia di visione che di attenzione alla quotidianità. Sabato presenterò un pacchetto di proposte dove spero troverai il giusto bilanciamento tra le due esigenze.

  3. stefano Says:

    Caro Flavio,
    quello che dice Federica è condivisibile, posizioni troppo ecumeniche. Ho partecipato alla serata perchè attratto dall’invito dell’Istituto DeGasperi (che ricordo espone sulla propria home page un discorso di Dossetti sul Concilio). Sono state esposte istanze e posizioni condivisibili, ma tiepide. E’, a mio avviso, mancata un’impronta chiara, una posizione esplicita e un’esplicita indicazione di come intendere un nuovo percorso di rinnovamento. E’ fin troppo facile detestare la precarietà del lavoro, ma quante persone lavorano a tempo determinato in Regione, in Comune e nei vari enti pubblici? Ho citato Dossetti perchè le sue uscite pubbliche erano sempre caratterizzate da una chira analisi e da una forte progettualità. Posizioni chiare e risolute. Vi erano valori non negoziabili proposti con una mitezza a volte disarmante. Coraggio Flavio non reprimere le chiarezze interiori in nome di una politica che non dice nulla per non inimicarsi nessuno.
    Cordialità Stefano

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...


%d blogger cliccano Mi Piace per questo: