La costruzione della città metropolitana

Incontro al Centro Lame "Parliamo del futuro della nostra città", 2 dicembre 2008
Incontro al Centro Lame “Parliamo del futuro della nostra città”, 2 dicembre 2008

Durante gli incontri in giro per la città, una delle domande più frequenti che mi viene rivolta verte sulla città metropolitana. Giornalisti e semplici cittadini, pensionati e universitari: è un tema trasversale di cui ognuno vorrebbe capire qualcosa in più.

Della città metropolitana, a livello politico-amministrativo, ne parlano tutti ormai da quindici anni. Oggi il tema risulta per forza di cose noioso, fondamentalmente perchè rimasto mero argomento di discussione. L’errore principale è stato quello di privilegiare la cornice senza vedere il quadro, cercare il come attuarla senza capire cosa.

Credo sia doveroso partire innazitutto dalle funzioni della città metropolitana e comprendere che, se le cose si fanno insieme, spesso si semplifica la vita ai cittadini, alle imprese e, soprattutto, si risparmia. É necessario dare un segnale e partire da una serie di iniziative che che diano gamba alla città metropolitana, percepita come una realtà positiva se toglie burocrazia e migliora il reperimento delle risorse. Non stiamo inventando nulla e lo dimostra la storica spiccata vocazione consorzivista della nostra regione. Penso ai consorzi volontari dei comuni che esistono già.

No n c’è stato bisogno di alcuna legge speciale perchè alcuni comuni si consorziassero per fornire insieme dei servizi che da soli faticavano a dare. Penso, ad esempio, ai pulmini scolastici. Così come non c’è stato bisogno di creare leggi ad hoc per costituire entità come Acoser o Atc. Con le stesse risorse è possibile garantire servizi identici, se non migliori. Questa è la città metropolitana.

Per risparmiare i comuni condividono già strategie in alcuni campi: si tratta, dunque di estendere lo stesso principio ad altre attività. È un lavoro che richiede tempo, ma è in questo modo che si liberano le risorse da destinare a campi dove c’è più bisogno. Un percorso, del resto già iniziato dall’amministrazione regionale.

Il mio auspicio è che ogni comune metta sul piatto un po’ della propria capacità gestionale. Non molto tempo fa, dodici paesi europei hanno rinunciato alla propria moneta per costituire l’Europa Unita. Sono certo che i comuni possano rinunciare a qualcosa di loro, penso ad esempio agli uffici tributari o alle anagrafi, in nome di qualcosa di più grande che funzioni meglio a costi minori.

3 Risposte to “La costruzione della città metropolitana”

  1. irene Says:

    Ottima accademia, chi si sentirebbe di non condividere queste posizioni? di destra o di sinistra che fosse. Ci si aspetta da un candidato sindaco proposte più ambiziose ed esplicite esprimendo le modalità con le quali realizzarle. Per esempio: su un territorio così compatto, a cosa servono i comuni di Casalecchio, San Lazzaro, ecc. e soprattutto i loro singoli e costosi apparati? E’ evidente che sarebbe necessario dare una “ritoccata” al numero di poltrone ma se non proviamo a partire almeno da questo…

  2. Flavio Delbono Says:

    Cara Irene, hai pienamente ragione. Così ragione che oggi ho presentato le mie “proposte per Bologna”, un primo pacchetto di idee concrete intorno a cui costruire, spero, un programma di governo per le prossime amministrative (lo trovi sempre sul blog). Vedrai che il tema della città metropolitana lo faccio corrispondere proprio a una maggiore efficienza, intesa anche come minori costi per politica e burocrazia.

  3. Ana Says:

    Mi sembra molto bello il suo programma…ma vedo come sempre una mancanza nel considerare ai cittadini europei che viviamo qua ormai da anni e che non vediamo mai un punto che ci dia una minima d importanza. Visto che in questo caso abbiamo il diritto al voto, penso che si potrebbe dare piu considerazione al fatto che anche noi essitiamo e che siamo una specie di ibrido fra gli cittadino non comunitari e i proprio cittadini bolognesi. Per noi abbiamo ancora una dura burocrazia sempre da risolvere e dobbiamo sempre fare ancora una gran quantitá di documenti negli stessi uffici per gli stranieri. In altri paesi dell Europa e molto piu veloce l aparato burocratico per i cittadini europei, invece qua no non cambiato quasi nulla, anzi a volte si è andato in dietro.
    Grazie, e speriamo che ci sia ancora qualche speranza per Bologna, per Italia e per l’Italia dentro del panorama eruopea

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