Un fondo di emergenza contro la crisi

La proposta del Cardinale Carlo Caffarra di istituire un fondo di emergenza contro la crisinon può che trovare adesione e supporto da parte di tutte le istituzioni cittadine, pubbliche, private e nonprofit.

Con l’avvio di sempre più numerose procedure di cassa integrazione e mobilità la crisi economica e finanziaria mondiale ha ormai cominciato a toccare nel vivo la qualità della vita dei cittadini bolognesi. Come sempre la Chiesa non è seconda a nessuno quando si tratta della carità e della difesa dei più deboli. Per le istituzioni locali si tratta invece di iniziative con pochi precedenti, ma, se è vero che la politica è una forma della carità, per tempi straordinari occorre prendere misure straordinarie. In questo senso è necessario condividere rapidamente forme e modi per dare sostegno e appoggio a questo importante progetto. Una comunità deve sempre fare quadrato di fronte ai problemi comuni.

2 Risposte to “Un fondo di emergenza contro la crisi”

  1. Giuseppe Parisi Says:

    RISPOSTA

    Carissmo Flavio Delbono, aiutare i bisognosi è sacrosanto ma creare nuove attività e ricchezza per rendere autonomo il bisognoso è meglio, io… ne ho esperienza diretta collaborando per progetti formativi con una congregazione religiosa che porta molti che si sono persi per strada, a rispettare gli altri e l’ambiente, ad essere educati ed ad imparare, con doveroso impegno e concentrazione, un mestiere bello, serio, dignitoso e retributo e che non chiede di divenire cattolici osservanti, anzi…nenche a noi…
    Quindi chi è in difficoltà e spesso in disperazione deve avere un’ancora di salvataggio ma deve, anche, essere aiutato ad essere soggetto attivo non passivo, disponibile per tutto il sistema sociale.

    LA PROPOSTA
    Propongo la predisposizione e la pubblicazione di un inventario:
    1) delle situazioni di crisi aziendale irreversibile
    2) delle persone in non libera uscita (sic) comprese le “piccole” partite iva costrette a chiudere e che non hanno alcuna tutela
    3) di enti e di aziende in evoluzione strutturale e/o in sviluppo tecnico, professionale e commerciale
    4) di quelle in stagnazione e/o recessione per aiutarle:
    a) nel revamping
    b) nella ritirata, recuperando quanto ancora vale
    c) alla chiusura prima che la crisi distrugga budget, tecnologie e sopratutto il capitale umano

    FOCUS
    Con i saperi ed i risultati ottenuti costruire un inventario delle professionalità richieste dal mercato, indi verificare se, fra i senza lavoro ed i senza guadagno (non sempre collimano), vi sono le professionalità richieste ed, in carenza, sviluppare corsi di formazione ad hoc per loro e non solo…per loro

    Obiettivo uno
    E’ vero che tutto ciò, più o meno esiste, ma non si conosce un compendio esaustivo e facilmente utilizzabile, preciso che non m’interessano i vari quadranti con trend, curve ed istogrammi da lezione di marketing o prolusione per qualche conferenza, ma nomi e cognomi distinti per aree territoriali e a fianco del nome, l’esigenza.
    Il tutto è da racchiudere in quadro sinottico accessibile e comprensibile, lo so è difficile ma da quando siamo usciti dalle caverne abbiamo imparato a fare tante cose…continuiamo

    Considerazione complemetare, obiettivo due
    Certo, nella nostra pesantissima situazione, a mio avviso, sarebbe ottimo che ai senza lavoro, indistintamente, sia offerta una retribuzione a patto che s’impegnino in corsi di formazione, collaborino in lavori socialmente utili o come “volontari” per le tante necessità che ogni zona territoriale possiede…anche quelle… da inventariare…sono queste, tutte esperienze formative che vanno in accumulo professionale e renderanno più “forte”, più preparato, più sociale ed anche… senza malizia, più ambizioso, il disoccupato.

    Conclusione…il controllo
    Infine, proporrei, un sito internet che funga da controllo delle sviluppo del progetto e della situzione creatasi con un blog ove ogni nuovo assunto od incaricato o mandatario o professionista od imprenditore artigiano e non, possa esprimere le sue valutazioni ed i suoi risultati sulla nuova attività.

    Obiettivo tre
    Esperti del sito avrebbero, poi, l’incarico di formare il quadro d’insieme e formulare proposte ed iniziative da porre a discussione con il chiaro obiettivo di mettere a punto efficaci procedure per evitare i soliti roboanti proclami che si dissolvono nel momento operativo.

    Obiettivo quattro
    Il quadro d’insieme ottenuto coniugato alle sitazioni storiche consolidate sarebbe certamente un ottimo ingrediente del mix per disegnare scenari sociali ed economici per il nostro futuro

    Obiettivo quinto
    Migliorare la qualità della vita, la conoscenza, la consapevolezza e la serenità del cittadino.

    Cordialmente Giuseppe Parisi

    P.S. Scusate lo scritto un poco raffazzonato ma ho scritto ” a braccio”

  2. Alberto Biviano Says:

    Caro Flavio, sono un Consigliere Provinciale delle Acli di Bologna, organizzazione diffusa sul territorio con ultrasessantennale presenza e circa 15000 iscritti in Citta, con la quale credo sia oltremodo opportuno ed urgente che tu ti confronti su questo ed altri temi nodali della campagna elettorale, in virtù della competenza di questa organizzazione e dei suoi dirigenti oltrechè del suo radicamento territoriale.

    ecco alcune considerazioni di fondo sul tema povertà.

    La lotta alle povertà estreme, ai bisogni degli ultimi, è uno dei principali obiettivi per la costruzione di una società multi-etnica come è quella bolognese fondata sulle opportunità e sulla solidarietà. Il sistema di Welfare non può ignorare le esigenze dei cittadini più in difficoltà, di quelli che si trovano nella indigenza, al di sotto delle condizioni economiche minime, e della famiglia intesa quale soggetto propulsore delle politiche di welfare.

    Il contrasto alla povertà avviene certamente con la promozione di una società attiva, sostenendo la creazione di posti di lavoro, costruendo strumenti di orientamento e di accesso al lavoro personalizzati, valorizzando un sistema retributivo che incoraggi la produzione di ricchezza.

    In questo contesto, tuttavia, occorre riconoscere che esistono soggetti a forte rischio di esclusione sociale a cui è preclusa l’entrata nel mondo del lavoro.. Tra questi gli anziani oltre i 65 anni con la sola pensione minima, le famiglie con un solo genitore (spesso donna) e con figli minori a carico, quelle con figli portatori di disabilità o di disagio psichico. E’ questa dimensione della povertà, quella assoluta, che deve essere riscoperta e affrontata, al fine di assicurare una vita buona anche a coloro che si trovano nelle condizioni più difficili.

    con stima, Alberto Biviano, Acli Bologna

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...


%d blogger cliccano Mi Piace per questo: