Archive for the ‘grande Bologna’ Category

Proposte per Bologna

dicembre 6, 2008
"Proposte per Bologna", 6 dicembre 2008, Baraccano con Enrico Letta e Andrea De Maria
“Proposte per Bologna”, 6 dicembre 2008, Baraccano con Enrico Letta e Andrea De Maria

L’incontro di oggi “Proposte per Bologna” che ha visto anche la partecipazione di Enrico Letta e Andrea De Maria è stata l’occasione per fare il punto sulle mie proposte per Bologna maturate, in queste settimane di preparazione alle primarie.

Le proposte si ispirano al principio “fare di più con meno risorse” e per questo partono dal miglioramento dell’efficienza della macchina amministrazione come condizione per liberare risorse a favore dei cittadini. Per questo dobbiamo metterci insieme per essere più forti, per fare di Bologna una nuova capitale europea. I motori dell’Europa sono da tempo territori imperniati su una città metropolitana: Bologna deve essere fra questi e con questi, al pari di città come Monaco, Valencia, Lione. Una Grande Bologna può significare più capacità di investimento e meno costi per la burocrazia, con risparmi nell’ordine dei 30-45 milioni di euro all’anno a livello metropolitano solo con la messa in comune della funzione acquisti.

Nelle politiche di Welfare gli uffici comunali dovranno sempre di più concentrarsi sul governo generale e sul finanziamento del sistema nel rispetto delle reciproche autonomie, piuttosto che sull’erogazione dei servizi. Un’attenzione particolare deve essere dato al ruolo delle cosiddette “badanti”, anche attraverso il sostegno alla famiglia che faccia emergere il lavoro “nero” di una badante, con l’obiettivo di coprire almeno la quota dei contributi sociali.

Bologna si dovrà dare un ambizioso progetto di risparmio energetico ed utilizzazione di energia pulita; il Comune attraverso il rinnovamento e la corretta manutenzione del suo patrimonio immobiliare deve essere il primo a dare il buon esempio. Insieme all’Università si dovranno creare borse di studio e percorsi di inserimento lavorativo che creino le figure professionali necessarie per la gestione di queste problematiche.

Per le grandi infrastrutture Delbono rilancia il bisogno di un patto che garantisca i bolognesi che chiunque vinca entrambi gli schieramenti si adopereranno per trovare i finanziamenti e realizzare le infrastrutture concordate.

Per affrontare il periodo di crisi economica, anche l’amministrazione comunale, per Delbono, dovrà fare la sua parte sostenendo imprese e famiglie: le prime, per esempio, favorendo la creazione una linea di credito agevolato, che, gestita insieme ai Consorzi Fidi e alle banche convenzionate, potrà aiutare le imprese a finanziarsi con tassi di interesse più bassi; per le famiglie, si potrebbe sperimentare un vero e proprio fondo di emergenza con il quale dare un sostegno – per quanto piccolo – ai lavoratori licenziati, in cassa integrazione o in mobilità.

Grazie alla sua offerta di cultura, Bologna deve puntare sul turismo culturale. Per questo gli eventi, festival, manifestazioni già promossi a Bologna vanno trasformati in un sistema di offerta culturale. In questa direzione va anche la proposta della creazione di un Festival dell’Economia Sociale che evidenzi il vivace tessuto associativo e imprenditoriale che in città opera intorno ai temi dell’economia civile.

Bologna deve diventare un grande centro di ricerca e di sperimentazione sulle energie rinnovabili, sul risparmio energetico e sulla mobilità sostenibile, sfruttando al meglio le opportunità del Piano Energetico Regionale e chiedendo ad HERA uno sforzo particolare. HERA non è solo un patrimonio finanziario o una holding che opera sul mercato nazionale dei servizi pubblici locali, ma una grande ricchezza da valorizzare per il territorio.

Il nostro centro storico, con i suoi bellissimi portici da riqualificare e da salvare dai graffiti, dovrebbe essere un salotto. Tutti dobbiamo sentirci più responsabili. In questa prospettiva va la proposta di stipulare, per alcune zone della città, dei veri e propri Patti di Convivenza che coinvolgano Comune, residenti, esercizi commerciali, associazioni del territorio, studenti.

Sul tema dello sport, l’investimento per la realizzazione di nuovi impianti o per la ristrutturazione di quelli esistenti deve rimanere stabilmente in capo all’amministrazione comunale con metodi tradizionali. Le risorse da mettere in campo devono essere prioritariamente pubbliche. A valle di questo i bandi di affidamento della gestione devono adeguatamente valorizzare l’esperienza sul campo, il radicamento territoriale e l’aspetto relazionale così come recitano le norme regionali per la valorizzazione delle associazioni di promozione sociale.

Infine, occorre riconoscere il ruolo dell’associazionismo per il contributo fondamentale che dà alla società e rafforzarlo in maniera strutturale, ad esempio garantendo spazi e risorse logistiche adeguati alle necessità, dando così vita a una vera e propria casa delle associazioni e del volontariato.

Scarica il documento completo “E’ Bologna che conta: dalle idee alle proposte” (PDF)

La costruzione della città metropolitana

dicembre 5, 2008
Incontro al Centro Lame "Parliamo del futuro della nostra città", 2 dicembre 2008
Incontro al Centro Lame “Parliamo del futuro della nostra città”, 2 dicembre 2008

Durante gli incontri in giro per la città, una delle domande più frequenti che mi viene rivolta verte sulla città metropolitana. Giornalisti e semplici cittadini, pensionati e universitari: è un tema trasversale di cui ognuno vorrebbe capire qualcosa in più.

Della città metropolitana, a livello politico-amministrativo, ne parlano tutti ormai da quindici anni. Oggi il tema risulta per forza di cose noioso, fondamentalmente perchè rimasto mero argomento di discussione. L’errore principale è stato quello di privilegiare la cornice senza vedere il quadro, cercare il come attuarla senza capire cosa.

Credo sia doveroso partire innazitutto dalle funzioni della città metropolitana e comprendere che, se le cose si fanno insieme, spesso si semplifica la vita ai cittadini, alle imprese e, soprattutto, si risparmia. É necessario dare un segnale e partire da una serie di iniziative che che diano gamba alla città metropolitana, percepita come una realtà positiva se toglie burocrazia e migliora il reperimento delle risorse. Non stiamo inventando nulla e lo dimostra la storica spiccata vocazione consorzivista della nostra regione. Penso ai consorzi volontari dei comuni che esistono già.

No n c’è stato bisogno di alcuna legge speciale perchè alcuni comuni si consorziassero per fornire insieme dei servizi che da soli faticavano a dare. Penso, ad esempio, ai pulmini scolastici. Così come non c’è stato bisogno di creare leggi ad hoc per costituire entità come Acoser o Atc. Con le stesse risorse è possibile garantire servizi identici, se non migliori. Questa è la città metropolitana.

Per risparmiare i comuni condividono già strategie in alcuni campi: si tratta, dunque di estendere lo stesso principio ad altre attività. È un lavoro che richiede tempo, ma è in questo modo che si liberano le risorse da destinare a campi dove c’è più bisogno. Un percorso, del resto già iniziato dall’amministrazione regionale.

Il mio auspicio è che ogni comune metta sul piatto un po’ della propria capacità gestionale. Non molto tempo fa, dodici paesi europei hanno rinunciato alla propria moneta per costituire l’Europa Unita. Sono certo che i comuni possano rinunciare a qualcosa di loro, penso ad esempio agli uffici tributari o alle anagrafi, in nome di qualcosa di più grande che funzioni meglio a costi minori.

Bologna capitale europea

dicembre 3, 2008

Credo che Bologna abbia tutte le condizioni per essere una delle nuove capitali europee. Una città che deve guardare oltre i confini della regione, per trovare la propria collocazione in una cornice internazionale. L’ho ribadito lunedì sera, al Cinema La Perla, durante l’incontro con Romano Prodi organizzato dall’Istituto De Gasperi per parlare della crisi finanziaria. Una crisi che è partita dagli Stati Uniti, si è ampliata a un livello globale ed ora è giunta fino a noi.

Come ha sottolineato Prodi, ci troviamo di fronte a un passaggio cruciale, per la vastità degli eventi che stanno sconvolgendo l’economia mondiale. Se fino a poco tempo fa pensavamo di vivere in un mondo unipolare, dominato dagli Stati Uniti, ecco che ora ci troviamo di fronte a un nuovo scenario multipolare, in cui, di fatto, sono entrate prepotentemente sulla scena nuove potenze mondiali, in primis la Cina.

D’altronde questa crisi non nasce dal nulla. Alla base del tracollo finanziario americano, infatti, hanno agito una serie di concause: l’incitamento all’indebitamento da parte della politica e delle stesse autorità finanziarie, unito alla debolezza delle autorità di regolamentazione. Tutto ciò ha prodotto la situazione che ora è sotto gli occhi di tutti, di fronte alla quale il Governo italiano si è rivelato quanto meno impreparato e non ha saputo agire con gli strumenti adeguati.
Di certo non è il livello locale quello deputato a contrastare una crisi di dimensioni globali. Tuttavia, anche attraverso il governo della nostra città, esistono alcune misure che possiamo attuare per contrastare gli effetti della crisi. Una di queste è migliorare il potere d’acquisto delle famiglie, riducendo la pressione fiscale locale e il costo di una serie di servizi che incidono direttamente sulle tasche dei cittadini. Si può intervenire, inoltre, per favorire l’accesso al credito delle imprese oppure per rilanciare gli investimenti e sostenere una maggiore competitività.

Nonostante questa difficile situazione, sono convito quindi che ci siano tutte le basi per rilanciare il ruolo di Bologna, a partire da un elemento imprescindibile nella sua storia: il rapporto con l’Università. E’ grazie anche a questo fondamentale rapporto che possiamo porre le basi per rilanciare la ricerca, per attirare cervelli e giovani ricercatori da tutto il mondo e per caratterizzare Bologna come un nuovo centro d’eccellenza internazionale.