Archive for the ‘welfare’ Category

Noemi e le nostra sanità

dicembre 4, 2008

Noemi, la bambina operata dopo 297 giorni di assistenza con cuore artificiale al Policlinico S.Orsola Malpighi sta bene.

L’eccezionalità dell’intervento condotto dall’equipe del Policlinico S.Orsola-Malpighi è sotto gli occhi di tutti e dimostra ancora una volta che nella nostra città la Sanità Pubblica consegue risultati che non la fanno seconda a nessuno. Questa è la Bologna che ci riempie di orgoglio e ci emoziona: le istituzioni locali, insieme all’Università, possono fare molto per trasformare la ricerca scientifica, anche in campo medico, in una delle bandiere per lo sviluppo della nostra città.

Come candidato sindaco mi impegnerò perché questi livelli di qualità nella sanità pubblica possano essere sempre un punto di riferimento per tutti i cittadini che devono sapere di poter ricevere, indipendentemente dalle condizioni economiche, le migliori cure esistenti per sé e per i propri figli.

Questioni femminili e benessere di una società

novembre 26, 2008
Incontro in occasione della Giornata Internazionale Contro la Violenza alle Donne - 25 novembre 2008

Incontro in occasione della Giornata Internazionale Contro la Violenza alle Donne - 25 novembre 2008

L’incontro con le donne alle Scuderie di Piazza Verdi è stata un’ottima occasione per esercitare un’autentica pratica di ascolto. Sulle tematiche che le riguardano, gli uomini, e soprattutto i politici maschi in campagna elettorale, corrono sempre il rischio di posizionarsi su due estremi da evitare. Da una parte si rischia di essere retorici e patetici, finendo per assecondare le questioni più che affrontarle. Dall’altra il grosso rischio è la genericità, con l’inevitabile risultato non entrare nel cuore della discussione.

Per questo motivo, preferisco affrontare la questione con altre chiavi di lettura. Avendo avuto la fortuna di studiare in Inghilterra in un buon periodo come gli anni ottanta, ho avuto la possibilità di imbattermi in uno dei più grandi economisti sociali mai esistiti, Amartya Sen, premio nobel per l’economia nel 1998. Amartya Sen sviluppa un approccio radicalmente nuovo alla teoria dell’eguaglianza e delle libertà, individuando la possibilità che l’idea di benessere di una società debba essere misurato attraverso la capacità delle persone. .

Mi piace l’idea di poter declinare questi concetti in quelle questioni che ci ostiniamo a definire femminili e che, in realtà, appartengono invece a tutta la società. In questo approccio trovo le risposte più adeguate alle urgenze che le donne mi pongono davanti: quella del lavoro femminile, l’emancipazione delle giovani donne, di quelle immigrate, la violenza e il tema generale delle convivenze.

In Emilia-Romagna è stato fatto molto negli ultimi quarant’anni grazie a due importantissime operazioni di genere: le politiche per l’infanzia e quelle per l’autosufficienza. Nell’ottica di creare una comunità con più benessere e meno diseguaglianze, si sono tolti i vincoli creando un welfare di qualità accessibile a tutti. La partecipazione femminile al lavoro è stata prodotta fondamentalmente da queste iniziative.

Sono questi i provvedimenti che hanno innescato effetti a catena di emancipazione femminile, a partire, ovviamente, dalla libertà economica. Ci siamo messi nella direzione giusta già anni fa cominciando a parlare di bilancio sociale. All’aggettivo sociale ne sono stati via via alternati di diversi, più precisi, consapevoli che comprendere ciò di cui c’è bisogno, implica per forza di cose un cambiamento nel tempo delle situazioni e degli strumenti per affrontarli. Il welfare pensato per una famiglia tipo di decenni fa deve essere ripensato in base alla realtà che è cambiata. Perché sono cambiate le famiglie, sono cambiate le esigenze.

Lavoro e coesione sociale

novembre 25, 2008
Flavio Delbono al Quartiere Porto - Incontro Welfare Lavoro Coesione Sociale
Flavio Delbono al Quartiere Porto – Incontro Welfare Lavoro Coesione Sociale 24 novembre

Traggo sempre spunti molto interessanti dagli incontri che facciamo in giro per la città. Perché credo che il programma da presentare ai cittadini non possa e non debba essere un pacchetto preconfezionato, ma possa costruirsi nel tempo, nel corso di questi mesi pre-elettorali.

Dall’incontro di lunedì sera al Quartiere Porto sulla tematica “Lavoro, sviluppo e coesione sociale” sono venuti fuori tanti temi caldi che riguardano la nostra città, ma non solo. Lo stato sociale, le difficoltà dei giovani e delle donne nel mondo del lavoro, la crisi economica in generale.

Se vogliamo essere onesti innanzitutto con noi stessi nell’affrontare questi argomenti, credo sia doveroso partire da una premessa. La consapevolezza, cioè, che le risorse sono generalmente in esaurimento: “fare di più con meno” diventa una necessità, non uno slogan. E sono i piccoli comuni o la Regione stessa che ci insegnano come fare di più con meno possa semplicemente significare, spesso e volentieri, coordinarsi per rispondere meglio a bisogni collettivi. Unire i propri uffici tributari o creare il pulmino scolastico che faccia il giro dei comuni sono provvedimenti che non necesitano di leggi speciali e sono esempi concreti di come si possa fare di più con meno.

Una volta condivisa questa premessa, viene più facile trovare anche messaggi tranquillizzanti da sottoporre ad una città come Bologna poco predisposta, in questo momento, a farsi prendere in giro. Una città che vive una fase di lieve decremento della popolazione considerato il saldo negativo tra natalità e mortalità.

Tra le idee di sviluppo economico di Bologna, dunque, deve per forza di cose esserci quella di far crescere la popolazione dell’intero territorio, provando a diventare più attraenti agli occhi di chi vive fuori. Soprattutto agli occhi di quelle categorie di cui la città ha bisogno. Penso, per esempio, alle collaboratrici familiari, da prendere e regolarizzare. Dobbiamo cercare idee di sviluppo della città, partendo quegli elementi che marchiano fortemente la nostra comunità. Penso al ricchissimo mondo dell’associazionismo e del volontariato, a quel mondo cooperativo che rappresenta un fortissimo elemento identitario per Bologna e l’intera regione. Un mondo che meriterebbe un festival dell’economia sociale non come semplice operazione di marketing, ma occasione di collettivo rivelamento identitario della città. Individuare delle finalità comuni e metterci daccordo sugli strumenti per realizzarle è una priorità. Senza, però, fossilizzarci sulle discussioni sugli strumenti stessi. Bisogna appassionarsi agli obiettivi, non agli strumenti. Possiamo infervorarci sulla coesione sociale, sulla necessità di dare sicurezze a questa città, non sui mezzi più adatti per perseguirla.